Territorio
Qui potrete trovare alcune notizie sui borghi e i paesi della Massa Trabaria. Vi accorgerete di fare un vero e proprio tuffo nel passato con la possibilità di scoprire luoghi ricchi di arte e cultura. LAMOLI (Borgo Pace) Il Castrum Lamularum, la storia “dimenticata” di uno dei castelli più importanti della Massa Trabaria. Se percorressimo, a ritroso nel tempo, più di duemila anni, avremmo la possibilità di visualizzare la stretta valle lamolese (1) in epoca romana (III secolo a. C.). Probabilmente questa si presentava come un insediamento rurale, un pagus, sottoposto alla giurisdizione di Tifernum Tiberinum (Città di Castello). Lentamente, nel VI secolo d.C., il pagus scompariva trasformandosi in castra: nasce il Castrum Lamularum (Castello delle lame o delle lamule), sede del Vicariato di Lamoli. Il Castrum, protetto da possenti cortine murarie, intervallate da torri, e raggiungibile solo attraverso un ponte, ancora esistente, era ben distinto dall'Abbazia fortificata (Badia de l'Amola), fondata pochi anni dopo la morte di San Benedetto (VI secolo). Grazie ai Benedettini, Lamoli, divenne una famosa fabbrica di travi: queste ultime, inviate come tributo a Roma, con il marchio AUF (Ad Usum Fabricae), erano utilizzate nell’edilizia civile e religiosa della città dei papi. Continua ...
BORGO PACE Chi arriva nel Comune di Borgo Pace trova un paese ospitale, invitante, con buona cucina, noti ristoranti e alberghi. È un luogo ideale per vivere una vita serena, a stretto contatto con la natura, dalla quale si assorbono ritmi e benefici influssi. E' il luogo di silenzi che alimentano una generosa operosità. che si manifesta con una fiorente economia tradizionale di tipo agricolo e una più recente ma consolidata e ben strutturata, di tipo turistico. Il Comune di Borgo Pace con il suo vasto territorio di circa 55 kmq, totalmente montano si colloca ai primi posti, nella provincia di Pesaro e Urbino, per consistenza di movimento turistico. Luoghi così lontani dallo stress, dai ritmi troppo sostenuti, dalle degenerazioni ambientali e sociali dei centri maggiori, sono alla portata di chiunque, a prezzi certamente contenuti. I centri di educazione ambientale di Lamoli e Borgo Pace, costituiscono un mezzo operativo efficace al fine di divulgare la conoscenza delle caratteristiche ambientali e naturalistiche, in modo particolare dell'ambiente fluviale e dell’Appennino centrale. Forniscono inoltre. informazioni e documentazioni per poter svolgere visite guidate, itinerari naturalistici alle sorgenti del fiume Metauro e sui sentieri dell'Alpe della Luna in un circuito di tipo storico culturale - naturalistico che coniuga la presenza di torri medievali con antichi mestieri ancora presenti e ambiente naturale, ricco di boschi, torrenti e pascoli. Continua ...
MERCATELLO sul METAURO Mercatello sul Metauro, una realtà territoriale di altri tempi, antico presidio ai confini con la terra umbra e con la Toscana, ad un passo dai crinali appenninici. I palazzi, le vie cittadine dai toponimi singolari, le chiese officiate, i Musei di San Francesco e della Collegiata, le case rurali recuperate, restituite al loro antico splendore, costituiscono la testimonianza storica dell' importanza che questo paese ha avuto nei secoli. Mercatello sul Metauro è una cittadina all' estremo nord delle Marche, ai piedi del valico di Bocca Trabaria, porta dell' Umbria per la strada di Città di Castello e San Sepolcro. La cittadina è situata nell' Alta Valle del Metauro, circondata da boschi secolari ove ancora l' ambiente rimane incontaminato è luogo ideale di sosta per gli amanti della natura desiderosi di assaporare sensazioni di quiete e relax. Gli innumerevoli sentieri che partono da Mercatello, immergono il turista in vecchie strade di campagna, mulattiere e percorsi attrezzati attraverso boschi, radure e panorami variopinti di incomparabile bellezza. La sua origine umbra risale a circa dodici secoli a. C., quando gli etruschi riuscirono ad arrestare il cammino degli Umbri. Umbra restò anche sotto il dominio dei Romani, perchè Augusto inserì il territorio della vale superiore del Metauro alla VI Regione, detta appunto Umbra. Posta tra i due municipi romani di Tifernum Metaurense (Sant' Angelo in Vado) e di Tifernum Tiberinum (Città di Castello), si sviluppò con il suo potere ed il "vico" si espanse con la diffusione del Cristianesimo che diede il nome di Pieve d' Ico alla terra, da alcuni storici interpretata come Pieve del vico. Subì le traversie delle invasioni barbariche, ma i Longobardi nel secolo VI la ricostruirono, dedicandola all' apostolo San Pietro. Celestino II nel 1144 ed Alessandro III nel 1180 la resero libera ed indipendente al Pontefice, parte principale della storia della Massa Trabaria, contesa più o meno a lungo dalle signorie dei Brancaleoni, dei Carpegna, dei Della Faggiola, dei Feltreschi e dei Malatesta. Nel 1437, Mercatello lascia la Massa Trabaria per incorporarsi alla Signoria di Urbino; ciò fu suggellato con il matrimonio di Gentile Brancaleoni, padrona di Mercatello, con Federico da Montefeltro, che regalerà al nuovo possesso il Palazzo Ducale progettato da Francesco di Giorgio Martini. Continua ... SANT'ANGELO in VADO Sant' Angelo in Vado è una delle cittadine più ricche di storia, arte e cultura della Provincia di Pesaro e Urbino, nel territorio dell'Alta Valle del Metauro. Il suo nucleo abitativo più antico è ancora facilmente leggibile in un centro storico ben conservato e nei borghi medioevali al di là delle mura e dei "fossi" d'acqua del tranquillo e generoso Metauro. Sant'Angelo in Vado è una città che lavora. Negli ultimi decenni si è assistito ad una forte industrializzazione del territorio, specialmente nel settore del tessile e dell'abbigliamento, che vendono in Italia ma che esportano soprattutto verso il Nord Europa. Sant'Angelo in Vado è anche natura incontaminata, tartufo, boschi secolari e campi arati con bellissimi colori e geometrie che testimoniano la presenza e il lavoro dei vadesi che operano da centinaia d'anni in questo territorio. Cenni Storici Sant'Angelo in Vado sorge sulle rovine della antica Tifernum Mataurense denominazione che deriva da tipher o tifia, pianta acquatica che si sviluppa nelle zone paludose. Lo studio della pianta della Tifernum, ricostruita in base alle informazioni ottenute con le operazioni di scavo e con le recenti interpretazioni aerofotografie, porta alla constatazione che la città aveva forma quadrata, con i classici cardo e decumano che si incrociavano nella via principale. Continua… Rassegna fotografica della Massa Trabaria
|